garten-1522917760.jpg

BioColAlp

Recupero e rilancio della biodiversità nelle coltivazioni  alpine

 

Quattro Comuni dell’Alto Bellunese (San Tomaso Agordino, Livinallongo del Col di Lana, Rocca Pietore e Vallada Agordina) ed il Comune di Assling (Osttirol) realizzano un progetto sulla biodiversità coltivata, sulla condivisione di conoscenze e sulla pratica sostenibile, basata su varietà e specie da tempo coltivate in loco.

 

Partner di progetto: Comune Assling e Comuni San Tomaso Agordino

Programma di sviluppo: Interreg

Budget progetto: 200.000 Euro

Somma oggetto dell'incentivo: 160.000 Euro

Quota d´incentivazione: 80%

Durata: 31.01.2018 – 31.07.2020

 

Il progetto mira a sostenere coltivazioni intese come strumento di cura capillare e diffusa del territorio, custodia e valorizzazione dell’ambiente e dei saperi locali. In futuro, la biblioteca pubblica di Assling gestirà la distribuzione di semi locali, i quali verranno nuovamente consegnati dopo il raccolto.

Questa offerta rende possibile la coltivazione di varietà locali e popolari e la loro riproduzione.

Le specie considerate sono: fave, papavero, segale ed altre peculiarità dei rispettivi territori come frumento, orzo, granoturco, patate, rape, orticole e medicinali, zafferano, ecc. 

 

Gli aspetti essenziali della collaborazione transfrontaliera sono il confronto sulle modalità di recupero, coltivazione e di idonea conservazione delle specie della biodiversità coltivata con sperimentazione in campo. La formazione di “coltivatori custodi” alla valorizzazione ed alla conservazione delle varietà locali contiene esperienze in campo e la partecipazione a visite di studio e convegni. Tutte le attività sono monitorate da professionisti. 

 

Sia lo scambio di esperienze tra i cittadini dei cinque comuni coinvolte nel progetto che la cooperazione transfrontaliera permettono di comprendere in che modo le colture regionali vengono utilizzate e rintrodotte negli orti domestici.

 

Il Comune di Assling si dedica anche alla progettazione e gestione sostenibile degli spazi verdi.

 

© Foto: Gina Streit


indietro